09 febbraio, 2010
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 Mercati, regole ed aree geografiche

Con la nascita dei mercati globali, per le imprese l'orizzonte si è improvvisamente allargato, dando origine a nuove minacce competitive ma soprattutto ampliando enormemente la facilità con cui è possibile accedere a mercati una volta irraggiungibili, soprattutto per le imprese di minori dimensioni.

Per raggiungere questi mercati, è tuttavia necessario acquisire una serie di nuove competenze e capacità, relative ad esempio all'ambito commerciale, all'ambito linguistico e normativo, e naturalmente all'ambito tecnologico ed organizzativo, data la necessità di supplire ai maggiori costi del lavoro nei paesi sviluppati con strategie basate sulla qualità, sui tempi di uscita sul mercato, sulla efficienza dei processi aziendali e così via.

Un aspetto importante è costituito dalle informazioni sulle opportunità di affari e sulle peculiarità legali, operative e culturali nei diversi paesi. In questa pagina vengono fornite informazioni sui processi di acquisto da parte delle amministrazioni pubbliche in Europa, sulle attività effettuate a livello Europeo in sostegno ai paesi in via di sviluppo e sulle sorgenti di informazioni relative ai mercati di specifici paesi extraeuropei.

  
 Norme Europee per le gare di appalto nella P.A.


Il processo di acquisto da parte delle aziende e degli enti pubblici per tutti i paesi dell'Unione Europea è definito in maniera armonizzata a livello centrale.

Risalgono al 2004 le due Direttive Europee che regolano le procedure per tutta la pubblica amministrazione:

  • Direttiva 2004/18/CE, per gli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi;
  • Direttiva 2004/17/CE, relativa ai "settori speciali" dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali.

Queste Direttive, recepite da parte di tutti i Paesi dell'Unione, stabiliscono le regole comuni applicabili, ed in particolare:

  • il campo di applicabilità delle regole
  • le norme comuni a tutti gli appalti pubblici in materia di:
    • Criteri di aggiudicazione degli appalti
    • Pubblicità e trasparenza
    • Specifiche tecniche
    • Disposizioni contro la frode e la corruzione
    • Parità tra i mezzi di comunicazione tradizionali ed elettronici
  • Procedure di aggiudicazione degli appalti:
    • Procedura aperta
    • Procedura ristretta
    • Procedura negoziata (con o senza pubblicazione di un bando di gara)
    • Dialogo competitivo
  • Concessioni di lavori pubblici
  • Concorsi nel settore dei servizi
  
 Programmi dell'Unione Europea per la cooperazione e lo sviluppo

L'Unione europea, se si sommano i contributi degli Stati membri e della Commissione europea, è il maggior donatore mondiale di aiuti. L'ufficio di cooperazione EuropeAid della Commissione gestisce i programmi di aiuto esterno dell'UE e si occupa della distribuzione degli aiuti in tutto il mondo.

Il compito principale di EuropeAid è mettere in atto gli strumenti di aiuto esterno della Commissione, finanziati a carico del bilancio dell'UE o del Fondo europeo di sviluppo.

Per assicurare la coerenza, la complementarità ed il coordinamento nella messa in atto dei programmi di assistenza esterna in tutto il mondo, EuropeAid intrattiene rapporti di intensa collaborazione con i suoi diversi partner. Lo scopo fondamentale è rendere gli aiuti esterni più efficaci. Svolgono un ruolo importante in questo campo la società civile, le organizzazioni internazionali ed i governi dei singoli paesi dell'UE. A fronte dell'utilizzo di finanziamenti europei, vengono imposti alcuni vincoli di comunicazione e visibilità.

I fondi derivano dal Fondo Europeo di sviluppo (FES), che rappresenta lo strumento principale degli aiuti comunitari per la cooperazione allo sviluppo con gli Stati ACP (Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico), nonché con i Paesi e Territori d'Oltre Mare (PTOM). Il trattato di Roma del 1957 ne aveva previsto la creazione per la concessione di aiuti tecnici e finanziari, inizialmente ai paesi africani all'epoca ancora colonizzati e con i quali alcuni Stati hanno avuto dei legami storici.

Il FES non rientra ancora nel bilancio generale della Comunità; esso è finanziato dagli Stati membri, dispone di regole finanziarie proprie ed è diretto da un comitato specifico. Per il periodo 2008-2013 gli aiuti concessi ai paesi ACP e ai PTOM continueranno a essere finanziati tramite il FES, secondo le regole dell'accordo di Cotonou.

  
 Codici internazionali per gli acquisti

Quando si devono gestire procedure di acquisto internazionali, diventa necessario disporre di una classificazione univoca e condivisa per l'identificazione dell'oggetto dei futuri contratti. In Europa fornisce una risposta a queste esigenze la classificazione CPV (Common Procurement Vocabulary- Dizionario comune degli acquisti), strutturato in più di 9000 voci principali ed oltre 1000 secondarie.

Il dizionario può andare in sovrapposizione tuttavia con il suo equivalente in altri ambiti internazionali, come ad esempio le Nazioni Unite, che fanno uso di un sistema di classificazione denominato CPC - Central Product Classification, in sviluppo dal 1977 ed a cui viene data precedenza interpretativa rispetto al CPV anche nella Direttiva Europea relativa ai contratti pubblici.

Naturalmente le codifiche per attività (per esempio la struttura NACE o il suo equivalente italiano ATECO) hanno anch'esse pieno diritto, ed anzi la classificazione NACE ha anch'essa la precedenza sui codici CPV europei. 

Il rischio di tutto questo è la proliferazione di standard in sovrapposizione, e costi importanti per tenere tutto in vita (basti pensare che mentre la classificazione europea è già tradotta in 23 lingue, quella della Nazioni Unite è disponibile solo in tre). 

  
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